Libera riflessione su un insidioso finale di stagione della campagna dichiarativi 2024
Mai più di quest’anno la coincidenza del termine di invio delle dichiarazioni dei redditi e dei sostituti di imposta al 2024 con Halloween, una festa nota anche come la notte delle streghe, si può veramente definire appropriata.
Una celebrazione dalle sfumature horror come sono stati appunto questi ultimi giorni per diversi professionisti a seguito di alcune inattese sopravvenute problematiche nei propri studi.
I disservizi informatici
Tra alcuni rallentamenti a volte poi divenuti dei veri e propri blocchi, si temporanei ma ripetuti, del servizio on line dell’Agenzia delle Entrate che ha caratterizzato in particolar modo la seconda metà di ottobre a cui si sono aggiunti i problemi di alcuni studi alle prese con “conflittuali” aggiornamenti del Desktop Telematico a cui si è anche aggiunto il collasso dei servizi di Microsoft Azure, l’infrastruttura di cloud computing basata su una rete globale di data center, dovuto ad un errore di configurazione di un aggiornamento e conseguente causa di un disservizio informatico tra il primo pomeriggio del 29 ed la mattina del 30 che ha messo in difficolta milioni di utenti in tutto il globo e tra i vari anche la rete di Poste Italiane ma ha messo fuori uso i servizi cloud di una delle principali software house italiane fornitrice di una delle più diffuse suite contabili in uso nei studi professionali che si poggiava appunto sulla rete del colosso informatico di Redmond.
Viviamo in un mondo sempre più interconnesso e come accaduto anche in un recente passato dove un incendio mise fuori uso un data center che azzero diversi servizi tra i quali quello di una nota azienda italiana fornitrice dei servizi di fatturazione elettronica che tornò gradualmente in servizio solo dopo diversi giorni anche le nostre incombenze tributarie sia da utenti che da professionisti della materia sono legate a doppio filo con la efficienza dei servizi forniti dalle infrastrutture di rete.
Gli altri perché dell’affanno da scadenza
Ma oltre questo volevo sottolineare come in questi ultimi giorni di ottobre circolassero nei canali social frequentati da professionisti quesiti e interrogativi sulla corretta compilazione di questo o quel modulo delle dichiarazioni dei redditi e Irap come del modello 770, domande che mi sarei aspettato più a ridosso delle scadenze dei versamenti che non ora tanto che altri hanno posto on line domande di altro tenore del tipo seguente:
“chi compila i quadri Redditi ora e formula domande sul web, cosa ha fatto pagare al cliente lo scorso luglio? ”
La ragione ci fa chiedere questo ma in effetti vi sono diversi fattori che come del resto anche nelle precedenti annualità e in occasione della qualsiasi scadenza fiscale può avere influito, tralasciando ora quelle dove anche il Legislatore da par suo ci ha messo lo zampino modificando le regole in corsa:
- L’abitudine tutta nostrana che si può riscontrare anche in più di qualcuno di noi professionisti di non fare oggi quello che puoi fare domani;
- Il sovrapporsi di sempre più numerosi adempimenti tributari che influenzano le attività negli studi, ma in particolare quelli meno organizzati, pur in presenza sul mercato di soluzione informatiche finanche le intelligenze artificiali che dovrebbero fornire un ulteriore supporto in tal senso;
- Una ridotta marginalità rispetto al passato sulle prestazioni erogate che porta a ridurre al minimo la struttura organizzativa dello studio per cercare di sostenerla tagliando i costi. Marginalità compressa da una parte dalla percezione dei clienti che la funzione contabile sia un mero servizio e come tale è meglio rivolgersi a chi chiede meno e dall’altra dalla maggior onerosità per canoni di locazione personale utenze e software necessari a soddisfare un maggior numero di adempimenti;
- Una clientela che non sempre è attenta alla gestione contabile della propria azienda trascurando il rapporto con il proprio consulente di fiducia in diverse occasioni costretto a rincorrere il cliente per curare al meglio gli interessi di quest’ultimo.
Ritengo che una buona parte di coloro che si è trovato in difficoltà in questi giorni si possa riconoscere in almeno uno di questi punti sopra elencati.
Nessuna volontà di puntare il dito verso chicchessia ma chissà che leggendo queste righe si possa tutti riflettere sul proprio presente trovando forse anche uno dei perché i nostri figli volgano altrove i loro sguardi verso il futuro.
Articolo di Salvatore Cuomo
